EIACULAZIONE PRECOCE: COME FARE L’AMORE PIU’ A LUNGO

eiaculazione-precoceAnche se l’eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale maschile più comune, essa è ancora poco conosciuta. I pazienti sono spesso riluttanti a discutere i loro sintomi e molti medici non conoscono trattamenti efficaci.

L’eiaculazione precoce è definita una eiaculazione che sempre o quasi sempre si verifica prima o entro un minuto di penetrazione vaginale; l’incapacità di ritardare l’eiaculazione durante la penetrazione vaginale; e con conseguenze personali negative come disagio, fastidio, frustrazione e privazione dell’intimità sessuale.

Viene distinta in primaria o secondaria rispettivamente se è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto o se è intervenuta in un secondo momento, dopo un periodo di attività sessuale soddisfacente.

La prevalenza della forma primaria è del 2-5%; la prevalenza della forma secondaria è del 20-30%

Si parla inoltre di disturbo generalizzato o situazionale a seconda che sia sempre presente nell’attività sessuale dell’uomo o soltanto per determinate situazioni, attività o partner.

Le cause dell’eiaculazione precoce possono essere di tipo organico o di tipo psicologico ed emotivo, riguardando la storia, le caratteristiche individuali e in alcuni casi le dinamiche relazionali della coppia.

Le cause organiche possono essere urologiche, neurologiche, sistemiche e iatrogene (essenzialmente da assunzione di farmaci). Tra le cause urologiche vi è l’ipersensibilità del glande eventualmente accentuata da anomalie anatomiche esterne come la fimosi e il frenulo corto, oppure a processi infiammatori come prostatite e vescicolite. Altre possibili cause neurovascolari sono la sclerosi multipla, alcolismo, tumori del sistema nervoso, diabete arteriosclerosi, abuso di droghe e assunzione di alcuni farmaci.

In altri casi l’origine è di tipo psicologico e riguarda spesso un’errata abitudine psicofisiologica acquisita attraverso un’attività autoerotica condotta con fretta e frenesia nell’epoca adolescenziale, spesso per via di sensi di colpa latenti o della necessità di celare tale pratica agli adulti. Molti pazienti sono psichicamente normale ma vivono conflitti interiori che alterano la loro cognizione sensitiva sessuale fino a perdere il controllo volontario sul riflesso eiaculatorio.

Alla difficoltà nel controllo dell’eiaculazione può inoltre contribuire il fenomeno dell’ansia da prestazione e una più generale difficoltà a gestire ed esprimere le emozioni.

La diagnosi è basata  su anamnesi generale, urologica, andrologica e sessuologica, esame obiettivo, indagini di laboratorio (glicemia,emocromo), tests (test alla prostaglandina) ed esami strumentali (ecografia prostato-vescicolare trans-rettale).

La terapia varia a seconda della diagnosi. Può richiedere una terapia farmacologica nel caso si riscontrino patologie organiche urologiche, neurologiche, endocrinologiche, etc.. Terapie chirurgiche come circoncisione e frenuloplastica. Nelle forme psicologiche  è  fondamentale un consulto psicosessuologico che consente lo sviluppo di una maggiore competenza nel gestire i tempi dell’orgasmo attraverso esercizi progressivi come lo “stop and start”, tecniche di rilassamento e strumenti psicoterapeutici in un percorso strutturato e personalizzato con il supporto di uno psicologo-sessuologico. I trattamenti farmacologici non offrono invece una soluzione definitiva e prevedono attualmente l’utilizzo di  anestetici locali o l’assunzione di un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI, denominato dapoxetina.

L’eiaculazione precoce non è una malattia, anzi è la prova che il meccanismo dell’eccitazione funziona bene, anche troppo. Il problema è dato dalla soddisfazione del partner, che può avere tempi molto diversi.

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