Prostata ingrossata? Mai più disturbi urinari.

Prostata ingrossata? Mai più disturbi urinari.

La prostata o ghiandola prostatica è una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile dei mammiferi. La sua funzione principale è quella di produrre ed emettere il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi.
L’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna, conosciuta anche come adenoma prostatico, è una condizione benigna caratterizzata dall’aumento di volume della ghiandola prostatica che si manifesta con il progredire dell’età probabilmente per i cambiamenti ormonali fisiologici che accompagnano l’avanzare degli anni.
In questo caso l’aumento del numero delle cellule ha luogo nella zona centrale della prostata, che si trova a contatto con l’uretra prostatica (condotto che collega la vescica con l’esterno). L’aumento di volume provoca una restrizione dell’uretra che ostacola il flusso di urina.
Epidemiologia
In alcuni pazienti un’evoluzione del tessuto prostatico in senso ipertrofico (accrescimento) può avere inizio già dopo i 30 anni. Circa il 50% degli uomini con 60 anni evidenzia segni di ipertrofia prostatica; la percentuale raggiunge il 90% nei pazienti con età ≥ 85 anni.
Sintomatologia
Le manifestazioni cliniche non sono correlate con le dimensioni della ghiandola: una prostata di piccole dimensioni può provocare sintomi ostruttivi molto più gravi di una prostata dalle dimensioni maggiori.
I sintomi sono di due tipi: quelli urinari di tipo ostruttivo, e quelli di tipo irritativo. Fra gli ostruttivi si ricordano la difficoltà a cominciare la minzione, l’intermittenza di emissione del flusso, l’incompleto svuotamento della vescica, il flusso urinario debole e lo sforzo nella minzione.
Fra i sintomi irritativi si annoverano la frequenza nell’urinare (pollachiuria), la nicturia, cioè un aumentato bisogno durante la notte, l’urgenza minzionale (la necessità impellente di svuotare la vescica) e il bruciore a urinare.
È importante non trascurare le prime avvisaglie di un possibile disturbo alle vie urinarie e in presenza di una certa persistenza dei sintomi sottoporsi a visita medica. Accertare la causa dei disturbi minzionali nella fase iniziale consente di intervenire prontamente per evitare o almeno rallentare la progressione della malattia verso un quadro clinico che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla vita personale e sociale dell’individuo.Questi sintomi, ostruttivi e irritativi, vengono valutati usando il questionario dell’ International Prostate Symptom Score (IPSS), formulato per verificare la severità della patologia.
L’ipertrofia prostatica non trattata porta a ritenzione acuta d’urina e alla necessità di intervento chirurgico. La ritenzione acuta d’urina richiede l’inserimento di un catetere per permettere lo svuotamento della vescica. La ritenzione urinaria cronica vede il progressivo aumentare del residuo e della distensione della muscolatura della vescica. Chi soffre di ritenzione urinaria cronica, può andare incontro a una patologia di compromissione renale, detta uropatia ostruttiva.
Diagnosi
Per il corretto inquadramento della patologia alcuni esami sono fondamentali. L’esplorazione rettale, (palpazione della prostata attraverso il retto), può rivelare un marcato ingrossamento della ghiandola e un aumento della sua consistenza. Maggiore precisione al fine della valutazione del volume prostatico è dato dall’ecografia sovrapubica, ma soprattutto dall’ecografia transrettale.
L’uroflussometria è una semplice indagine che consente di valutare le caratteristiche del flusso urinario. La si esegue facilmente, urinando nell’imbuto raccoglitore dell’apparecchio, come in un normale water. L’apparecchio registra la quantità di urina emessa secondo per secondo e fornisce i risultati in forma di valori numerici e in forma grafica con un tracciato.
Spesso viene eseguito un esame del sangue per escludere la coesistenza di un carcinoma della prostata: livelli elevati di antigene prostatico specifico (PSA) devono farne sospettare la presenza. In tal caso può rendersi necessaria l’esecuzione di una biopsia eco-guidata per dirimere il sospetto diagnostico, in quanto numerosi fattori, anche un semplice esame rettale, possono far aumentare il livello di PSA anche in assenza di patologie neoplastiche.
Trattamento
Vi sono varie misure che si possono intraprendere e che saranno approfondite nel prossimo numero. In sintesi per curare i disturbi legati all’ipertrofia prostatica esistono tre opzioni:
1. Attesa e osservazione
Indicata in caso di disturbi lievi e vale a dire, un’osservazione attenta della progressione della crescita combinata con cambiamenti nello stile di vita finalizzati a ridurre tale progressione al minimo.
2. Farmaci
Vi sono farmaci indicati nella sintomatologia medio-severa con l’obiettivo di prevenire la progressione della malattia, il rischio della ritenzione urinaria e la necessità dell’intervento.
3. Intervento chirurgico
E’ indicato in caso di mancata risposta alla terapia medica. Questo comporta la rimozione di parte della prostata ingrossata. Le dimensioni della prostata potrebbero determinare il tipo di intervento chirurgico richiesto.

Messaggio conclusivo
Chiedete l’assistenza del caso. Non siete soli. Dai disturbi della prostata si può guarire; inoltre tali fastidi possono essere tenuti meglio sotto controllo se vi affidate a cure adeguate.

 

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